Ottantesimo Anniversario Immcolata Concezione

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Fermati istante e non avremo bisogno d’altro  

Queste le parole che Padre Bovenzi, oratore ufficiale, nel lontano 12 agosto 1928, pronunciò per descrivere il momento in cui Monsignor Scanu, ponendo una corona d’oro sul capo della statua dell’Immacolata, la incoronò solennemente

Patrona di Diamante”.

 

Di seguito la narrazione della storia della statua tra leggenda e realtà, tratta dal libro “Un Diamante da sempre” di Giuseppe Papa

II principe Tiberio Carafa, mai venendo meno alla sua ma­gnanimità, fece suo l’onore di donare alla nuova chiesa, da lui voluta, la monumentale statua dell’Immacolata Concezione da collocare sull’altare maggiore, commissionandola ad uno scultore toscano. La statua, alta circa 2 metri, fu scolpita su un tronco di ulivo ed è databile intorno al 1656, data che coincide con la fine di una terribile pestilenza per cui tutti i comuni della Calabria Ci­teriore, per ordine del governatore Don Francesco Velasquez, fecero Pubblico Istrumento con la Madonna”,cioè si mise­ro sotto la sua protezione per scampare da quell’orribile male. La prova di questa donazione si trova nell’atto notarile del­l’Incoronazione dell’Immacolata, redatto nel 1928 dal notaio Eugenio Leone e custodito nell’archivio parrocchiale; si leg­ge tra l’altro che il principe donava la statua ed una cospicua somma di denaro al curato per dotare la “Terra del Diamante” di una nuova chiesa e per farsi perdonare ciò che era accaduto, ad opera del suo Bargello, nella vecchia chiesa di San Nicola. Sempre nell’archivio parrocchiale esistevano alcuni fogli, ingialliti dal tempo e si leggevano a stento, che narravano la leggenda della venuta della Madonna, di cui i diamantesi ne van­no orgogliosi. Questa racconta di un bastimento diretto in Si­cilia, portando nella stiva la statua della Madonna E giunto nei pressi della “Punta”, fra gli scogli dello «Scarijllu», si appesantì di colpo ed il mare si agitò fortemente. Il bastimento per ripararsi dalla tempesta, puntò la prua verso la spiaggia e subito il mare si placò ed il carico si rese agile, se­gno che la Madonna voleva restare a Diamante. I diamantesi, accorsi sulla spiaggia vedendo la statua e quello che era acca­duto, la supplicavano che, se voleva rimanere, li doveva libe­rare da peste, terremoto e guerre. Il giorno dopo, trovarono la statua della Madonna che non aveva più le mani giunte, ma il braccio destro rialzato, ad indicare la chiesa, ed il sinistro sul cuore con le tre dita aperte, per attestare che restava a Diamante come sua Patrona. Il capitano del bastimento, visto il miracolo, consegnò al­le autorità del tempo e al popolo la statua, e virando il timone, il bastimento scomparve verso ponente, là da dove era venuto”.

Ottantesimo Anniversario Immcolata Concezioneultima modifica: 2008-08-15T22:12:00+02:00da erinb79
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