Amore e Psiche nell’interpretazione di Monica Guerritore

1563563713.JPGHa letteralmente incantato il pubblico numeroso del Teatro dei Ruderi di Cirella, la Psiche interpretata da Monica Guerritore. Un ruolo forte, complesso e attuale quello portato in scena dalla grande attrice calatasi nell’affannosa ricerca/fuga di Psiche. Il giorno prima dello spettacolo, la Guerritore ci ha gentilmente concesso un’intervista, nella splendida cornice dei Ruderi di Cirella

D. Quanto c’è in lei in questa Psiche e cosa Psiche lascia a Monica? R.: “Psiche è la radice di tutte le donne ma non solo. Psiche vuol dire anima, soffio,vento, fanciulla che fugge, quella parte femminile che è anche dentro gli uomini e che è continuamente alla ricerca di qualche cosa. Psiche cerca, cerca, cerca, e incontra Eros. Eros è il dio dell’Amore ma è un Dio e Amore è la figura mitologica che rappresenta l’unione tra le cose, attraverso l’amore Psiche diventa un personaggio completo. Quindi non sono io ma quella parte femminile che cerca, cerca Dio, l’amore, l’altro essere umano, cerca la vita , il futuro, quello è Psiche”.

 D. Lei interpreta spesso ruoli drammatici e anche molto forti. Per un’attrice cosa significa calarsi in personaggi di un certo spessore e che entrano nell’anima dell’attore. R. “A me piace sempre pensare a Edgar Allan Poe, alla “mente indagatrice”: io ho una natura che mi porta sempre a cercare di capire, leggo, m’incuriosisco e se una cosa mi tocca molto, sento che è un racconto che potrebbe incuriosire anche gli altri lo porto in scena così come ho fatto con Giovanna D’Arco: questa forza incredibile in una ragazza che unisce Dio, cuore, corpo, anima, tutto. Queste qualità io le volevo raccontare perché incuriosiva me praticarle così come ha incuriosito il pubblico insieme con me e così come Psiche: è una favola molto divertente anche, vi stupirà per quanto è moderna nella sua scrittura, semplice, che poi a casa lascia tante cose. Il fatto poi che ci siano sviluppi drammatici, tutti noi sappiamo che esistono snodi nelle nostre vite dove le cose assumono un aspetto nero e inquietante. Vederle rappresentate e raccontarle ci fa sentire forse meno soli”.

 D. Per lei cosa significa recitare? R. “Io non recito, interpreto, è molto diverso. Recitare vuol dire citare due volte , come dire “io ho una cosa e la faccio di nuovo”. No, interpretare vuol dire entrare dentro e riportarlo nuovo. Sono parole che diventano corpo, carne, attraverso il mio essere fisico, attraverso la mia immaginazione”.

D. Alla prossima Mostra del cinema di Venezia ci sono tre film dei quali lei è interprete. Una bella soddisfazione, una sorta di record! R. “Con moderazione però (ride)!In un film faccio una bellissima parte, il film di Ozpeteck in concorso (Un giorno perfetto). Nel film di Calopresti, (La fabbrica dei tedeschi) che tra l’altro è un nostro concittadino, faccio la madre di uno dei ragazzi che sono morti nella tragedia della Thyssen. Io, Valeria Golino e Silvio Orlando abbiamo fatto questo inizio, è una cosa breve che introduce il documentario. Per Corsicato (Il seme della discordia) siamo andate un po’ di attrici per fare alcune parti così ma non è un film mio”.

D. Prima l’abbiamo vista molto interessata e incuriosita dal Teatro dei Ruderi di Cirella, cosa ne pensa? R. “Se devo essere sincera trovo il posto bellissimo, anche la struttura, la gradinata, questa semplicità. Personalmente lascerei solo le colonne (alludendo ala struttura sul palcoscenico) per far vedere quello che c’è dietro perché in teatro è molto importante non vedere dov’è la fine, cioè dietro c’è il mondo, forse qui c’è il mare, io adesso non lo vedo, l’infinito dietro quelle colonne vorrei vedere, il buio, qualche luce, mi piacerebbe di più”.

 

Al termine della rappresentazione “la favola di Amore e Psiche”, l’assessore alla cultura del comune di Diamante, Battista Maulicino (con lei nella foto) ha consegnato una targa ricordo all’attrice la quale è stata anche insignita del titolo di Accademico del Peperoncino. “Non si poteva immaginare una conclusione migliore del Magna Graecia Festival – ha dichiarato soddisfatto Maulicino –  sia per la qualità della rappresentazione e dell’interpretazione sia per la presenza di pubblico che, in verità, è stato numeroso e qualificato anche nelle altre occasioni. Ciò dimostra la validità e l’importanza culturale di questa rassegna, ma serve anche a sfatare il mito che vuole il grande pubblico solo in presenza di nomi super pubblicizzati e di cifre da capogiro impegnate”. La Guerritore, salutando il pubblico, ha concluso con un’anticipazione: ha in mente un progetto cinematografico che vorrebbe realizzare qui nella cittadina diamantese in collaborazione con il suo compagno, Roberto Zaccaria, ex presidente della Rai, anche lui qui a Diamante. Visto l’entusiasmo dell’attrice nel descrivere i luoghi che l’hanno ospitata, c’è davvero da ben sperare per questo nuovo ciak!

 

Amore e Psiche nell’interpretazione di Monica Guerritoreultima modifica: 2008-09-01T13:07:00+02:00da erinb79
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