Antonietta Dell’Arte, quando la poesia scrive attraverso il poeta

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“La poesia è un ritmo interno musicale, che o c’è o non c’è e 

se manca questo ritmo non c’è poesia”. A. Dell’Arte

 

 

Una vita a metà tra Diamante e Milano, tra il caos della metropoli lombarda, ricco centro culturale, e la calma e l’ispirazione della Perla del Tirreno. In questi contesti Antonietta Dell’Arte, poetessa di origini siciliane, vive e lascia la sua impronta culturale. Con Diamante ha un legame speciale, che si rinnova continuamente e che ultimamente ha suggellato con la nuova operazione murales dello scorso settembre. La Dell’Arte, infatti, ha coordinato i poeti che hanno arricchito i murales con delle brevi poesie, mentre coordinatore della parte pittorica è stato il pittore Gabriele Marino. Ciò che la poetessa fa per Diamante è un dono, come lei stessa afferma, non solo per il paese ma per tutta la cittadinanza.

“Sono venticinque anni che vengo a Diamante – racconta – e questa città ha un pò sostituito la mia Sicilia, un paese che piano piano è riuscito a farmi commuovere solo a pronunciarne il nome. E’ piccolo ma bellissimo con un’aria che per me è salutare”. Il legame è nato proprio grazie ai murales la cui prima operazione risale al 1981, su iniziativa del pittore Nani Razetti, del critico d’arte Raffaele De Grada e dell’allora sindaco Evasio Pascale. “Era il 1986 – racconta la poetessa – venni qua e vidi una mostra di Razetti. Gli proposi di realizzare un murale di poesia a Diamante e lui accettò con entusiasmo. Riuscimmo a realizzare altri 10 murales di cui cinque di poesia con la collaborazione del critico d’arte Giorgio Seveso. Riuscii a portare Dacia Maraini, l’allora direttore del Mattino di Napoli, insomma così nacque il mio legame professionale con questa cittadina. Purtroppo, però, devo costatare che questo particolare è stato dimenticato”. Tra gli autori protagonisti dei versi dell’ultima operazione murales, ricordiamo Vincenzo Guarracino, Giulia Nicolai, Antonio Spagnolo, Franco Dionesalvi e naturalmente la Dell’Arte, in un filone che ha arricchito le vie di Diamante e Cirella.

“Quando vado via da Diamante mi dispiace – conclude la Dell’Arte – naturalmente è una realtà diversa da quella di Milano: lì c’è tutto il crogiuolo culturale che naturalmente non può darti un paese piccolo. Voglio però ribadire che il paese deve la sua fama soprattutto ai Murales e il fatto che si continui a rinnovarli è positivo”.

Esprime, invece, un giudizio critico sulla poesia e sui poeti di oggi, a suo dire “Non più di venti in Italia” e sull’approccio alla poesia: “E’ sbagliato far imparare a memoria le poesie perché cosi non si fa conoscere la vita del poeta, non si va dentro al senso letterario, alle radici, è tutto si riduce ad un discorso memonico che non ha niente a che vedere con la conoscenza e la penetrabilità della poesia: cioè capire la poesia attraverso il poeta e il poeta attraverso la poesia”.

 

 

 

nella foto in alto uno dei murales realizzato a Cirella di Diamante con i versi della Dell’Arte

 

Antonietta Dell’Arte, quando la poesia scrive attraverso il poetaultima modifica: 2009-12-06T22:07:00+01:00da erinb79
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