Se Garibaldi oggi fosse qui?

garibladi.jpgAll’interrogativo posto dal titolo del mio post, ha risposto l’illustre pronipote dell’eroe dei due mondi, Anita Garibaldi. Prima di svelare la risposta, però, è d’uopo una premessa: c’è un gran parlare di Unità d’Italia in questo periodo, un po’ grazie all’anniversario e alla data simbolica del 17 marzo, un po’ anche alla luce delle cronache meno conosciute che solo ora stanno venendo a galla e che ci forniscono un quadro meno esaltante dell’Unità, almeno per quanto riguarda il Sud che sarebbe stato profondamente depauperato delle sue ricchezze e della sua identità. Non sto qui ad approfondire l’argomento, né a voler esprimere un giudizio storico, non ne ho la voglia né le competenze, posso solo rimandare ad autori ben più autorevoli di me affinché ciascuno possa formarsi una propria opinione sull’argomento. Credo che, al di là di come siano andate le cose, è tempo di guardare al presente e al futuro, di toglierci di dosso i vittimismi, rimboccarci le maniche e fieri del nostro essere meridionali, fare e dare il meglio di noi per la nostra terra. Fatta questa premessa, arrivo al nocciolo di questo mio nuovo post: proporre un’intervista che ho fatto alla pronipote di Giuseppe Garibaldi, Anita Garibaldi, in una delle manifestazioni per l’Unità d’Italia che si è tenuta a Diamante. Una bella intervista nella quale la pronipote dell’eroe dei due mondi mi ha svelato un retroscena del suo avo!

D. Qual’è la sensazione di portare un cognome così importante?

R. Naturalmente mi fa molto piacere quando la gente recepisce l’importanza del mio bisnonno in maniera positiva. Delle volte non è sempre facile perché ci sono anche delle contestazioni e dei dubbi che io cerco di spiegare e di disperdere in qualche maniera ma quello che mi dà più soddisfazione di tutto, nel portare questo nome, è la possibilità di contattare i giovani, di parlare con loro e spiegare come da Garibaldi si possano rilevare una serie di progetti per il loro futuro . Questa è la cosa più importante per me.

D. I giovani di oggi, dice qualcuno, sono una generazione senza miti. In tal senso Garibaldi può essere una figura di riferimento?

Una figura di riferimento sì, un mito meno… I popoli hanno bisogno di miti in un certo senso ed è un peccato che la gioventù cresca senza, perché in noi abbiamo un elemento di spiritualità, molto importante, che cerca i valori . Garibaldi può fornire questi valori ma non è solo quello cui mi riferisco ma la questione di come dovrebbe essere la nuova Italia…e come i ragazzi dovrebbero cercare di formarla.

D. Oggi dopo 150 anni l’Italia è davvero unita?

L’Italia è davvero unita, non credo sia disunita . Quando vado in Europa, nel resto del mondo , l’Italia è considerata una grande nazione , una delle nazioni più importanti e più sviluppate nel mondo per cui non mettiamo adesso in gioco tutta una serie di fattori culturali, finanziari ed economici che sono importantissimi; quello che invece, è importante è cercare di amalgamare queste differenze che ci sono tra nord e sud, differenze che sono sempre enfatizzata nella maniera peggiore.  Credo che invece dovremmo trovare delle maniere positive per sfruttare il bene di tutte e due le parti

D. Se Garibaldi oggi fosse qui cosa direbbe?

R. Se Garibaldi fosse qui credo che si strapperebbe i pochi capelli che gli erano rimasti!

 

Sull’onda di quest’ultima battuta, saluto Donn’Anita, questa donna che ha lo sguardo del suo avo, per quanto ci hanno tramandato i suoi ritratti: uno sguardo vivo e fiero.

 

Se Garibaldi oggi fosse qui?ultima modifica: 2011-04-03T15:26:00+02:00da erinb79
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2 pensieri su “Se Garibaldi oggi fosse qui?

  1. Sono un turista che da 30anni viene a Diamante e quando cerco notizie sul Paese che tanto amo trovo sempre questo blog in primo piano, complimenti per l’amore verso il tuo Paese ma qui fanno solo cose belle? Comunque ricordavo che quest’estate c’era stata Anita Garibaldi e volevo informazioni. Grazie per il servizio.

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